E ora che non ci sei, è il vuoto a ogni gradino…

Riccardo Carsana – Docente Italiano Istituto Tecnologico “Alan Turing”

Proprio oggi, quattro maggio, primo giorno dell’inizio della cosiddetta fase due ormai tanto discussa in questi giorni, mi tornano in mente le parole che ho scelto come titolo, provenienti da una celeberrima poesia di Montale, racchiusa in Satura. Forse perché ne stia parlando nella classe virtuale con i miei studenti, forse per coincidenza, magari per appropriatezza rispetto al tempo presente? Non lo saprei dire. Ma conta il loro imporsi nei miei pensieri, e il significato che riesco a dare.  Il loro autore le ha dedicate a sua moglie Drusilla Tanzi, molto miope, che doveva aiutare nei movimenti. Con molta onestà, però, nei versi conclusivi, Montale ricorda che – nonostante la miopia – è stata la moglie a mostrargli il cammino da seguire. Un paradosso, se non fosse così vero. Ci stiamo per affacciare nuovamente al mondo, un’altra volta alla vita, quasi sperimentassimo una seconda infanzia. Stiamo per solcare di nuovo quei tragitti che ci sono stati preclusi per due mesi. Abbiamo bisogno di un Virgilio dantesco o di una montaliana Drusilla che ci guidino, che ci rimangano appresso ricordandoci la parola d’ordine di questo nuovo corso della vita: responsabilità.