La Natura e l’Uomo

Ksawier Di Pasquale – Primo anno Istituto Tecnologico “Alan Turing”

Con l’arrivo del Coronavirus la natura ha avuto modo di riprendersi ciò che inizialmente era suo e quello che noi uomini stavamo distruggendo con i nostri comportamenti.

Il mare era inquinato da isole di plastica e ora lo è un po’ meno, l’aria delle grandi città era offuscata dai fumi industriali e ora appare limpida, le foreste erano devastate dal disboscamento e oggi si innalzano più rigogliose, molti animali rischiavano l’estinzione e oggi hanno l’opportunità di rinascere e recuperare il loro habitat naturale.

Non solo la natura si è ripresa i suoi spazi ma ha conquistato anche i nostri: molti animali selvatici hanno popolato le strade deserte: lupi, cinghiali e orsi sono stati avvistati nei centri urbani.

A noi il Covid-19 ha tolto la vita e la libertà, ma l’ha ridate alla natura che ha sfruttato al massimo questa opportunità.

Quanto è successo mi induce a pensare che la natura, nonostante l’opera distruttrice dell’uomo, non ha perso la forza di rinascere e di riprendere il sopravvento: quando l’uomo arretra, la natura avanza; quando l’uomo attacca, la natura si ritira. Sarebbe importante trovare un punto d’equilibrio tra le attività umane e le meraviglie della natura.

Da questa esperienza l’umanità dovrebbe trarre spunto per svolgere le sue attività nel rispetto della natura anche se ciò comporta, in un primo momento, un maggiore dispendio di risorse economiche. Nel tempo tuttavia gli studi e le ricerche sulle attività ecosostenibili porterebbero a trovare soluzioni tecnologiche rispettose dell’ambiente ed economicamente vantaggiose.

Se teniamo al mondo in cui viviamo dovremmo prenderci più cura della natura e non inquinarla e distruggerla.