L’UOMO E LA NATURA

A. Vasini – A. Masotti – Primo anno Istituto Tecnologico “Alan Turing”

A.Vasini

L’uomo, che inizialmente viveva a stretto contatto con la natura, ha cominciato a portarle via sempre più spazio, per scopi personali ed egocentrici. Oggi abbiamo moltissimi allevamenti intensivi, che fanno morire una media di ventitremila animali al giorno, che vengono mandati al macello. Per non parlare degli alberi, abbattuti in continuazione per ricavarne carta, oppure per intagliarci degli immobili. La razza umana sta distruggendo la natura, e se continuerà così sarà prossima all’estinzione, dal momento che le nostre vite dipendono completamente dalla natura. Oggi, in piena pandemia da Coronavirus, possiamo notare come la natura stia cercando di riprendere il controllo nei punti meno affollati delle città. Nei cieli della Cina per la prima volta si riesce a vedere il cielo limpido, senza tutta la solita coltre di smog che ricopriva le grandi città.

A.Masotti

Uno studio del Wwf dimostra la relazione che esiste tra distruzione delle risorse naturali e diffusione di nuove malattie. Le ultime epidemie che si sono diffuse sul Pianeta hanno più o meno la stessa origine: tutto parte dai mercati delle metropoli asiatiche o africane, dove spesso si praticano attività illecite di vendita di animali vivi, come scimmie, pipistrelli, rettili e uccelli. Il contagio da Sars-Cov-2 nell’uomo sembra essere partito dal grande mercato di animali di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei, e si è manifestato nel dicembre 2019. Proprio in questi mercati si crea l’occasione perfetta della trasmissione di malattie infettive dagli animali all’uomo. Recenti studi dimostrano che il Sars-Cov-2 sia passato all’uomo da un pipistrello. Questo è un meccanismo già visto nel 2012, quando un virus, forse originatosi nei pipistrelli, si adattò ai dromedari e successivamente alle persone causando nella penisola arabica l’epidemia di Mers. Nel 2002, invece, la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) comparve in un mercato cinese che vendeva mammiferi. Anche la distruzione delle foreste contribuisce alla diffusione di malattie infettive presenti negli animali e trasmissibili all’uomo e, quindi, all’esplosione di emergenze sanitarie. Per spiegare come si diffondono queste malattie, gli scienziati parlano di effetto “spillover” (che significa salto), ossia il momento in cui un virus passa (salta) da una specie a un’altra, in questo caso dall’ animale all’ uomo. Si pensa che proprio questo fenomeno (spillover) sia all’origine del nuovo coronavirus. Ancora una volta, l’uomo si trova a dover fronteggiare una pandemia favorita dalle sue stesse azioni che avrà costi enormi sia in termini di vite umane che a livello sociale ed economico, ma imparare dal passato per evitare in futuro gli stessi errori è sempre possibile.